Il dolore come risorsa

In un post bellissimo Claudia Porta ci racconta:

Il maestro dei miei figli è paraplegico. Quella che per lui è una sfortuna, per le famiglie della scuola è una grande ricchezza.

Sono certa che darebbe qualsiasi cosa per potersi alzare da quella sedia, ma ci ha detto anche che da quando ha avuto l’incidente la sua visione della vita è cambiata, e che si considera una persona migliore. Quella che è stata la sua più grande sfortuna, insomma, ha avuto anche risvolti positivi“.

Ci sono molte sfortune nella vita, a cui a volte non si riesce a dare una spiegazione logica. Tante di queste ti cambiano la vita, non sempre in meglio. Soprattutto se sei  SOLO ad affrontarle.

Ma a volte, un piccolo spiraglio di luce tra il dolore che si prova, ti permette di approfondire quello stesso dolore e di convertire una piccola parte di esso in qualcos’altro. Dandoti anche un’altra visione. Aprendoti la testa verso una vita più profonda. Diversa.

Il dolore può essere una risorsa?

Hanno provato a rispondere Elena e Sebastiano:
Elaborare il dolore è un percorso complesso.  Spesso in passato la curiosità intellettuale ci ha portato a leggere articoli sull’argomento… a volte abbiamo anche toccato dal vivo la difficoltà di qualche amico o conoscente alle prese con tale percorso in seguito alla malattia e/o alla scomparsa di un genitore o di una persona cara … niente di lontanamente paragonabile a quanto ti succede, però, quando una delle equazioni più semplici e scontate del mondo non torna più: non si sopravvive ad un figlio … è una vita che non mantiene le promesse … è una prospettiva che non riusciamo a giustifcare neppure in un quadro di arte moderna …
Eppure accade … ahimè più spesso di quanto immaginiamo e … pur in un nuovo Mondo, reagire, elaborando, si deve e si può.

Le parole che seguono sono il nostro umile contributo, la nostra testimonianza di un percorso avviato il 10 di giugno del 2009 quando, complice la fretta di tutti i ventenni ed una curva maledetta, ci siamo trovati catapultati in questo nuovo Mondo …

Il dolore cambia la prospettiva, il dolore cambia i colori, i sapori … in una parola la nostra percezione.  Tornare a precepire in modo corretto, o in un modo che molto gli assomigli, è il risultato di un percorso.  Non esistono ricette sperimentate, miracoli o panacee di vario tipo … ognuno deve trovare la sua.

Noi siamo partiti dall’elaborazione e poi abbiamo cercato la voglia di tornare a fare progetti .. in una parola a sognare perchè i sogni sono ideali e non hanno una scadenza.  Qualcuno ci ha detto che avremmo dovuto ritrovarli tutti i nostri sogni, magari rivisti e corretti come spesso la vita ci chiede, ma comunque, sogni.

Ed allora abbiamo cercato di tornare a sognare perchè i sogni sono un mezzo per capire e per capirsi … per darsi nuove visioni e nuovi obblighi … si inizia da soli, ma poi la cosa più bella è condividere … perchè è solo insieme che i sogni diventano realtà … attraverso piccole conquiste quotidiane fatte di compromessi, di rinunce, di negoziazioni … e a volte di accettazione.

Un grosso aiuto nel percorso di accettazione ce l’ha fornito l’esperienza di volontariato vissuta in Argentina che, dall’entrata nel nuovo Mondo, è diventata parte integrante della nostra vita.  A due mesi data dal tramonto del nostro vecchio mondo, subito, siamo partiti con uno zaino in spalla e la morte nel cuore; destinazione un orfanotrofio nel cuore dell’Argentina e qui, negli occhi e nel sorriso di piccoli angioletti sfortunati, abbiamo trovato la forza ed il coraggio di reagire per superare questa prova che la Vita nel suo disegno, solo a tratti giusto, ma sempre bello ci ha riservato.  (1)

Superare per noi non vuol dare “guarire”, non vuol dire “passare”.  Vuol dire provare ad abituarsi a convivere con l’assenza di qualcosa che manca, cercare di accettare che da un giorno all’altro questo non ci sia più, e realizzare non ex post, ma con continuità la bellezza di ciò che si è perso; in nessun modo puoi riempire il vuoto che si è formato dentro di te, ma certo è che nei momenti in cui tutto ti sembra così difficile il ricordo del sorriso di quei bimbi, delle loro parole – ‘grazie per il tempo che avete trascorso con me’ – ci dà la forza per reagire e continuare a vivere ed in questo modo il dolore non passa ma può diventare una risorsa, un elemento personale delle proprie giornate e dei pensieri che prendono, dal giorno dell’assenza, una forma diversa.

… si è entrati in un Nuovo Mondo, appunto”.

Il dolore può essere una risorsa per voi?

Come affrontate il dolore?

White B.

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2 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

2 risposte a “Il dolore come risorsa

  1. tonino

    ciao White B,
    il dolore è come un grande fuoco. Se si riesce a gestirlo e a canalizzarlo in modo costruttivo esso diventerà una fiamma in grado di scaldare te e gli altri e che addirittura potrà attrarre tutta quella gente che ha freddo e illuminare quelli che sono smarriti nel buio. In caso contrario, invece, esso può diventare un grande incendio che brucia te e tutto quello che hai intorno e la gente scapperà via impaurita da questo devastante fuoco.
    Il dolore può essere una risorsa? Si, lo è davvero, ma a volte per essere tale il dolore non può essere portato da solo ma deve essere condiviso con chi ti può stare accanto.

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