GABBIA-NO!

Le gabbie non piacciono a nessuno. Questa associazione cerca di abbatterle!

In che modo?

Promuovendo l’incontro tra ragazzi disabili e non per favorire l’integrazione di chi viene emarginato e discriminato per la sua “diversità” dalla società attuale, e per favorire la crescita reciproca e la costruzione di un ambiente fisico e sociale alla portata di tutti.

L’associazione si occupa di progetti di integrazione che mirano al sostegno dei giovani disabili fisici nell’affrontare un cammino di autonomia e, il più possibile, di realizzazione, in ogni ambito di vita.

Un bell’impegno, svolto col sorriso! Eccoli qui tutti insieme:

Da un articolo sulla paura della disabilità, attraverso una ricerca del Censis, emerge che le persone disabili suscitano in gran parte degli italiani sentimenti positivi, come la solidarietà (per il 91,3%), l’ammirazione per la loro forza di volontà e la determinazione che comunicano (85,9%), il desiderio di rendersi utili (82,7%). La metà (50,8%) afferma di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta «normale». Ma sono diffusi anche sentimenti controversi, imbarazzo e disagioPaura per l’eventualità di potersi trovare un giorno a dover sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia, timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni,  indifferenza perché il problema della disabilità non li tocca minimamente.

Ma quanto è diffusa tra gli italiani la corretta conoscenza di alcune specifiche forme di disabilità?

L’82,9% del campione afferma di conoscere la sindrome di Down, segue la malattia di Parkinson (66,5%) e la sclerosi multipla (64,9%), mentre il livello più basso di conoscenza si rileva a proposito dell’autismo (noto solo al 59,9% del campione). Ma anche tra chi afferma di sapere di cosa si tratta, le informazioni appaiono generiche e superficiali. E le convinzioni errate sembrano essersi sedimentate, all’interno di una sorta di rumore di fondo informativo, come effetto di una comunicazione mediatica che sul tema è spesso confusa e sensazionalistica…”

Spesso l’intervento pubblico a favore delle persone disabili è del tutto insufficiente e le famiglie, quindi, sono lasciate sole nell’affrontare i problemi oggettivi creati dalla disabilità.

Sono associazioni come queste che fanno la differenza, che permettono alla persona di mantenere  la propria dignità e di crearsi un ruolo sociale.

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1 Commento

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

Una risposta a “GABBIA-NO!

  1. Grazie per il tuo commento. Davvero la vita ti ha provato in modo terribile e mi stupisco della tua forza e serenità nel parlare del tuo calvario. Sono sicura che il bimbo che aspetti ti porterà tanta gioia nuova e non farai paragoni, semplicemente perchè ogni figlio si ama in modo diverso e totale. Probabilmente le tutine di provocheranno commozione e groppi alla gola, ma questo lo sai già, e sei forte. Ti abbraccio e ti sono vicina…

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