Taxiiiii…..e i desideri diventano realtà!

La storia che sto per raccontarvi ha il sapore di una vera e propria fiaba, che ti riporta indietro a quando eri piccolo e rimanevi impressionato da certe figure magiche, quasi fatate.

La storia è quella di una signora speciale, Caterina Bellandi,  che difronte alla morte precoce del proprio compagno, non si da per vinta, non si lascia sopraffare dal dolore, ma preferisce convertirne una parte di esso nell’aiuto verso gli altri, più specialmente verso i più piccoli. Una zia magica che difronte alla paura della malattia sorride e non si piega.

Quando il suo compagno Stefano si arrende ad una malattia inguaribile, prima di lasciarla, le affida il suo taxi: Milano 25. Caterina allora decide di cambiare vita: lascia il suo lavoro in azienda e inizia l’avventura alla guida per le strade di Milano. Sul taxi dipinge una grande margherita.

Tre anni dopo la svolta, grazie ad una bimba (sono sempre loro che ci cambiano la vita! I bimbiii!!) che sale con i suoi genitori sul taxi e racconta a Caterina di aver perso da poco il fratellino per un glioblastoma.

Caterina allora decide che quello sarebbe diventato un taxi colorato che GRATUITAMENTE avrebbe accompagnato i bimbi ammalati verso i propri sogni.

Un cappellone pieno di fiori. Abiti coloratissimi. Un taxi pieno di pupazzi con occhi e bocca disegnati sulla carrozzeria. E un sorriso impossibile da dimenticare.

Sulla sua strada che percorre quotidianamente, lastricata di storie dolorose ma anche di sorrisi e di sogni che si realizzano e che si infrangono, trova tante persone disposte ad aiutarla. Sono imprese pazzesche, quelle in cui riesce. Organizza un viaggio in mongolfiera per un bambino ammalato che ha sempre sognato di farlo, accompagna a Londra Luca, un adolescente, da anni alle prese con un sarcoma, che non ha perso la voglia di vedere il mondo.

L’ultimo viaggio?
«Sono appena tornata dalla Sicilia, a Messina, dove due genitori mi aspettavano. Qualche tempo fa hanno perso il figlio. Ho suggerito loro di fare qualcosa nella loro terra, da cui erano stati costretti a venire via dopo la diagnosi. E loro si sono innamorati di questa idea, hanno creato una onlus e hanno finanziato il reparto di onco-ematologia dell’ospedale cittadino. Sono convinta, perché l’ho provato sulla mia pelle, che il dolore li accompagnerà per sempre, ma con uno scopo la loro vita sarà più piena. Per me è stato così: la vita va vissuta, senza paura. Ed è quello che cerco di fare, ogni giorno. Se ci si affida all’amore, si viene ricompensati».

La gente, di solito, ha paura del male…
«È proprio questo l’errore. Per vivere bene, bisogna sapere accettare la morte. Guai ad avere paura a entrare negli ospedali o nei cimiteri. Sono convinta che tutto questo dolore debba avere un senso e non solo nell’aldilà, ma anche su questa terra. Per questo sorrido sempre. E ai funerali dei bambini vado con il mio taxi coloratissimo».

Sorridere, sempre.
«Sì, soprattutto quando sei disperato. Al dolore, va data una risposta gioiosa. E questo fottuto metodo, una volta che si è imparato a metterlo in pratica, funziona».

È così che sono nati i super-eroi? 
«I super-eroi sono i bambini che ogni giorno lottano con la malattia, affrontando la chemio e la radioterapia. Se qualcuno è malato a una gamba, è lì che sono concentrati i suoi poteri speciali».

E nell’ottica di capovolgimento del dolore, ti vesti in modo stravagante e coloratissimo?
«È il mio modo di incuriosire gli altri. Abiti e pupazzi sono un modo per risvegliare il prossimo, chiamarlo a lavorare per la solidarietà. C’è tanta gente che ha voglia di impostare la vita seguendo l’ irresistibile impulso che è l’amore, ma ha paura di esporsi. Con i miei cappelli pieni di fiori e la mia disponibilità a raccontare, li spiazzo e li trascino. Se mi vestissi di nero li spaventerei. Invece, chiedo aiuto regalando un sorriso».

Le storie che racconti, a volte, finiscono male. Eppure sono piene di allegria. Oggi eri al Meyer per lanciare i palloncini in ricordo di super-Filli, che da pochi giorni non c’è più.
«Filomena aveva 12 anni ed era di Marignolle, in Campania. Tempo fa la stavo riaccompagnando a casa e le chiesi come era Napoli. Lei mi rispose che, pur abitando a venti chilometri di distanza, non l’aveva mai vista. Così facemmo una deviazione e trascorremmo una bellissima giornata insieme. A Napoli abbiamo conosciuto Antonella che poi ha chiesto a Filli di fare la damigella d’onore al suo matrimonio. Anche quella è stata un’esperienza meravigliosa. Come la sua festa di compleanno, organizzata venti giorni fa, con palloncini, clown e tutti gli amici. Oggi, i palloncini in suo onore, li abbiamo lanciati davanti alla stanza sterile dove sta Giorgio, un tremendo, ma adorabile scugnizzo napoletano di 14 anni – pensa che per il mio compleanno ha fatto una festa con i botti. È arrivato al Meyer sei mesi fa. Lui non può uscire di lì per 15-20 giorni e noi abbiamo fatto la performance davanti alla finestra della sua stanza, così ci ha potuti vedere… ».

SE VEDETE UN TAXI COLORATO E UN CAPPELLO CHE ESCE DAL FINESTRINO NON ESITATE A SALUTARLO E A SORRIDERE! ZIA CATERINA POTREBBE ESSERE IN CORSA PER UN’ALTRA MISSIONE!!!

Taxiiiiiiiii

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5 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

5 risposte a “Taxiiiii…..e i desideri diventano realtà!

  1. Tonino

    Ciao White B.
    da millenni i cristiani raffigurano gli angeli, nudi con le ali e un poco tutti noi siamo abituati a pensarli così..in cielo, con le ali e invisibili. Forse è il caso di cambiare modo di pensarli. Strizziamoci gli occhi e rendiamoci conto che sono qui con noi.Magari sono anche vestiti in maniera buffa e stravagante e spesso ci passano accanto ma noi non sappiamo riconoscerli. Grazie Caterina per essere un angelo del sorriso nella terra.Brava White B, sei un super segugio che trova sempre storie fantastiche da raccontare e condividere.

  2. Stupenda Caterina! Ne avevo già sentito parlare e credo che sia una persona e un’iniziativa straordinaria.
    Cara White B. anche tu però ti meriti un complimento perché sei una meravigliosa depositaria di iniziative che hanno molto da insegnare a tanti di noi!

    • Quando leggo storie come queste, cariche di forza e grinta, esse mi riempiono di vita e mi rasserenano sul fatto che ci siano persone così, schierate dalla parte dei più piccoli che riescono ancora a farli sognare. Spero di trovare sempre storie come questa, personalmente mi piacerebbe tanto fare un giretto nel taxi e scambiare due chiacchere con questa cara, attiva, magica zietta!!!

  3. Pingback: LA MORTE NON E’ NIENTE | L'angolo di White B.

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