L’ALTRA FACCIA DEL FUNERALE

 

Non ci avevo mai pensato.

 Il funerale è sempre stato un tabù, un momento triste e doloroso. Certo, come potrebbe avere una connotazione diversa dal nero dal momento che è direttamente connesso al concetto di morte?

E invece, nel suo bellissimo libro “COSI’ E’ LA VITA”, Concita De Gregorio ci racconta come le cose migliori, che le siano successe negli ultimi tre anni, siano state ad un funerale. Si chiede: perchè mai non si filmano i funerali? Essi rappresentano – racconta Concita- l’ultimo momento della vita dove davvero si ricompone la vita intera: si incontrano le mille tessere dell’esistenza, epoche diverse e sconosciute tra loro, dalla maestra delle elementari all’ultimo collega di lavoro. Nell’album di famiglia manca sempre l’ultima immagine, la più viva perchè ogni persona presente rappresenta una tessera che compone il puzzle della vita del defunto.

Continuando, Concita racconta le esperienze vissute agli ultimi funerali. Ad esempio quello di Corrado dove sua figlia di otto anni, leggendo un bigliettino, dice come suo padre non sia andato nè in cielo nè all’inferno, ma direttamente nel suo cuore; oppure al funerale di una psicoanalista, dove tantissimi suoi pazienti, un centinaio di persone che non si conoscevano, si sono abbracciate come fratelli, per poi ritornare nelle loro case dalle loro famiglie e riprendere la propria vita. A quello di Lulù, dove rivali da hit parade hanno cantato per dodici ora ininterrottamente insieme, scoprendo che i palloncini, se legati per il filo, quando volano in cielo danzano come Roberto Bolle. Per finire, Concita descrive il funerale di suo padre, dove l’amico di suo figlio (cinque anni), affacciandosi in punta di piedi alla bara insieme al nipote del defunto gli chiede se quello è suo nonno e lui risponde “No, non è mio nonno, questo è solo il suo corpo”.

Il bello di questo ragionamento è che alla fine, leggendo, ti emozioni per gli eventi che succedono ad un funerale!

Questa visione spacca pienamente la concezione classica, ti lascia emozione, spunti e il piacere di aver imparato e portato a casa qualcosa anche da un evento tradizionalmente triste. Grazie Concita!

 

 

Annunci

4 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

4 risposte a “L’ALTRA FACCIA DEL FUNERALE

  1. widepeak

    si è un bel testo. io l’ho solo scorso in libreria, ma l’ho trovato bello. e poi di questo non parla mai nessuno…si, hai fatto bene a segnalarlo

    • Secondo me il dolore dei familiari non è gestibile con questa visione, anche per lo stordimento in occasioni come queste, ma chi partecipa può godere del “privilegio” di osservare le diverse sfumature.

      Ogni tanto penso alla canzone di Niccolò Fabi, in cui lui racconta come sarebbe il suo funerale…ecco le parole:
      “Hai presente quando sogni di morire
      per vedere chi verrà al tuo funerale
      per capire chi ti ha voluto bene
      e chi ti ha voluto male hai presente?” Ma questa è un’altra storia. Ciao cara!!!

  2. dana

    Brava White B. mi è piaciuto molto questo post. Ci vuole forza e intelligenza per cogliere da ogni momento, anche il più brutto, qualcosa di arricchente per sè.
    Disperazione e amore si intrecciano in quei momenti così particolari e non sempre è facile accorgersi del secondo.
    Se penso agli ultimi funerali a cui sono stata, davvero molto dolorosi, è stato proprio così, forse merito delle persone che ci avevano lasciato e della parte migliore di noi che si racchiude nella parola empatia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...