IL REGNO DI OP

Nella settimana in cui si tiene la X Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile  (17 e 18 Febbraio 2012) voglio raccontarvi la storia di una mamma e del suo bimbo, di una famiglia, che dopo una gravidanza serena piena di progetti per il futuro, vengono improvvisamente catapultati nel regno di Op.

E’ la storia di tante mamme e papà e dei loro bimbi, nascosti, silenziosi, sofferenti e speranzosi.

Grazie al post di Wolkerina sono venuta in contatto con  il regno di Op,  dove “Op” sta per Oncologia pediatrica, il reparto dove Paola Natalicchio vive con il suo bimbo di pochi mesi per una grave malattia. Il regno di Op è un luogo che non immagini neanche che esista, dove, una volta saputone l’esistenza, speri di non dover mai metterci piede.

Però a volte succede, entri. 

Il regno di Op è una realtà che è giusto conoscere, un mondo dove dolore, paura, spesso morte, spesso guarigione, inquietudine, ansia, speranza, lotta e amicizia si incrociano in una maniera fortissima, quasi a lasciare un marchio indelebile su chi ci è passato, su chi ci ritorna a periodi alterni e su chi non ritornerà mai più perchè il proprio figlio è volato via.

Attraverso i suoi racconti, guardando gli altri che hanno una vita normale dalla finestra, Paola ci guida quasi per mano attraverso l’esperienza di suo figlio e quella dei bimbi che le ruotano attorno all’interno del reparto ospedaliero.

“Anche noi lunedì abbiamo chemioterapia, dopo tre settimane di pausa. E una eco di controllo che ci toglie il sonno. Speriamo che spazzino via la neve tra casa nostra e il Grande Ospedale. Speriamo che i pupazzi di neve si sciolgano, le scuole riaprano, niente di straordinario ed eccezionale ci tagli fuori dal mondo ancora di più di quanto già fuori ne siamo tagliati. 
 
Noi che quest’estate non abbiamo visto il mare, a ferragosto non abbiamo preso il sole, a Natale abbiamo centellinato i parenti. Noi che le nostre vite le abbiamo messe in freezer nostro malgrado e speriamo di scongelarle, prima o dopo. E nel frattempo battiamo i denti e tremiamo un po’. E cerchiamo di abituarci in silenzio al sapore della rinuncia, riuscendoci molto meglio quando qualcosa non ce la ricorda. E cerchiamo di dormire la notte, al caldo dei piumoni di casa o delle coperte marroni di pelo del Grande Ospedale. Nonostante lo strazio di vedere i nostri bambini sempre in pericolo. Sempre costretti a girare in catene.”

E poi scrive verso le sue “amiche di pancia”, ma che potrebbe essere rivolto a chiunque leggendo il blog si senta inadeguato:

Poi Angelo ha incontrato il suo destino e ci è cascato dentro. Ha attraversato lo specchio ed è finito dall’altra parte, nel Paese senza meraviglie che poi e’ il regno di Op. Per molti mesi le parole per raccontarvelo io non le ho trovate. E così vi siete ammutolite anche voi, vostro malgrado e senza colpa. Abbiamo smesso di parlare di latte e tutine, notti insonni e nonni invadenti. Il nostro viaggio insieme è stato interrotto bruscamente, il panorama fuori dai nostri finestrini non è stato più lo stesso.

Però, care amiche di pancia, per favore, non sentitevi inadeguate se mi parlate ancora del raffreddore dei vostri piccoli e delle fatiche dello svezzamento. Di quanto è duro l’inserimento al nido e di quella volta che siete scappate al pronto soccorso per la sesta malattia. “Certo, niente in confronto a quello che state passando voi”, mi ripetete ogni tanto, scusandovi della presunta banalità dei vostri problemi e dei vostri argomenti, che poi erano anche i miei, fino a qualche mese fa. Come se voi foste mamme meno straordinarie e speciali di me, quando invece abbiamo imparato a essere mamme straordinarie e speciali insieme. Scusandovi anche un po’ della vostra felicità, che non è niente di diverso da quello che io vi auguro, ora e sempre, e da quello che io desidero con ogni mia cellula per voi e per i vostri figli. Per tutti i figli del mondo.
Nel frattempo, non leggete le nostre storie pensando che siamo genitori-eroi e minimizzando le vostre quotidiane gioie e le vostre ordinarie disavventure. Al nostro posto, avreste fatto lo stesso e forse meglio.

La storia del regno di Op trasforma in valore immenso quello che abbiamo, la nostra famiglia, i nostri figli, le piccole cose spesso scontate. Grazie Paola, a te e a tutte le famiglie del mondo che si trovano nel regno di Op possiamo solo augurare che questo terribile momento diventi solo un ricordo lontanissimo.

Leggere le parole di Paola non ci deve far sentire in colpa, non deve chiuderci a riccio su questa tematica perchè fa soffrire, perchè fa paura. Tutt’altro. Ci deve far sentire grate e fortunate e deve spingerci a diffondere la cultura della condivisione anche di temi come questi che sono attualissimi anche se scomodi.

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7 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

7 risposte a “IL REGNO DI OP

  1. dana

    Dopo una notte insonne passata con Tommi con 40 di febbre per una “banale” influenza, ti dico grazie White, grazie di questo post. Grazie per condividere e farci conoscere queste realtà e far sentire queste parole poco sentite in giro. Parole che aiutano a “comportarsi e a sentirsi” nei confronti di chi sta passando delle esperienze mai sperate. Grazie per far passare il messaggio che siamo tutti uguali, tutte mamme ugualmente speciali, che si sentono tutte talvolta un pò inadeguate.

  2. un saluto, ti leggo sempre con attenzione stef

  3. Tonino

    Ciao White B,
    un mondo pesante quello del regno di OP. Certo non si deve sentire in colpa chi ha la fortuna di non cascarci dentro. Però la colpa c’è quando facciamo di tutto per ignorare regni, come quello di OP, in cui sofferenza, sconforto e solitudine facilmente possono prendere il sopravvento. La colpa c’è quando non riusciamo a dare il giusto valore alle cose e diamo per scontata la salute, avere figli sani, avere attorno persone che ci amano… lo stesso poter stare sdraiati sul proprio divano la domenica pomeriggio davanti alla TV , nella propria casa, è una fortuna che molta gente non si può permettere perchè purtroppo deve stare in ospedale. Siamo colpevoli quando non appreziamo quello che abbiamo e non stiamo vicino a persone che hanno meno di noi. Grazie White B!

  4. Ciao a tutti,
    il blog ilregnodiop è diventato un libro “Il Regno di Op. Storie incredibili dei bambini invincibili di Oncologia pediatrica” di Paola Natalicchio, pubblicato dalla casa editrice la meridiana. Questo è il link http://www.lameridiana.it/SchedeDettaglio/DettaglioPubblicazione/tabid/61/Default.aspx?isbn=9788861532717. Se vi va aiutateci a promuoverlo. Per acquistarlo info@lameridiana.it oppure 0803971945

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