LA MORTE NON E’ NIENTE

“La MORTE non è niente.

Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.

Io sono sempre io e tu sei sempre tu.

Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.

Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.

Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.

Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.

Prega, sorridi, pensami!

Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.

La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.

Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?

 Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.

Rassicurati, va tutto bene.

Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.

Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:

il tuo sorriso è la mia pace.”

Sant’Agostino

Quando è mancato mio figlio, mia cugina mi ha mandato questo scritto di Sant’Agostino.  Inizialmente  l’avevo letto frettolosamente e in maniera superficiale. Oggi ha assunto un significato profondo e anche quando a volte sono triste cerco di sorridere perché ho imparato che il dolore si vince con la positività e l’allegria, proprio come ci raccontava zia Caterina qui. Le persone che non sono più al nostro fianco fisicamente lo saranno sempre e più intensamente  se noi le sappiamo vedere e sentire in un’altra forma. Mi capita quotidianamente di sentire mio figlio vicino, a volte mi sembra addirittura di tenerlo per mano mentre cammino. A volte non mi sembra neanche che non sia più con noi fisicamente e tornando a casa dal lavoro ho la sensazione che sia ancora lì ad aspettarmi trepidante. Ho capito e accettato, soprattutto grazie all’aiuto di un amico davvero speciale, un fratello, che la morte, anche la più difficile da sopportare come quella di tuo figlio, è la naturale conclusione di un ciclo, breve o lungo, intenso o leggero. Anche se per tradizione, per cultura rappresenta un momento doloroso io posso dire, nella mia esperienza, che dalla morte di mio figlio ho imparato ad essere una persona diversa, migliore. Mio figlio mi ha insegnato tantissimo nella sua breve vita, così come durante la malattia,  che con la sua morte. Ho pensato a tutte quelle mamme che si trovano all’inizio di questo cammino, come la mamma di Bernardo, alle figlie che perdono la propria mamma, come la solita mamma, e a tutte quelle persone che per una malattia maledetta vivono la paura della morte costantemente, perché non si è mai pronte, è vero.

Auguro a loro e tutte quelle persone  che vivono questo momento, di accettarlo come parte della vita.

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6 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

6 risposte a “LA MORTE NON E’ NIENTE

  1. Grazie White B. per aver condiviso i bellissimi versi di sant’Agostino che non conoscevo, per aver raccontato il tuo dolore e di esserti ricordata anche di me. E hai perfettamente ragione che il dolore può essere un’occasione per renderti diversa, più forte, più consapevole.
    Mia madre, negli ultimi mesi di vita mi ha insegnato una forza e un altruismo infiniti. Gracile e consumata da una malattia imprevista e devastante non ha mai mollato e questo è un’eredità stupenda che mi ha lasciato.
    Grazie ancora White B.
    Un abbraccio

  2. Grazie White B., in questo momento le tue parole mi sono di grande aiuto. Ho pianto leggendo questo post, ma erano lacrime liberatorie, che mi hanno fatto bene perché mi hanno ricordato quello che il mio cuore sa anche se a volte se ne dimentica..

    • Cara Wolker, vorrei dirti tante cose. Quella sicuramente più importante, secondo me, da dirti, legata al post, è di vivere la tua vita al massimo, con gli alti e bassi che essa comporta, compresa la malattia, che tanto sembra volerti togliere ma forse anche tanto ti ha dato. Solo tu lo puoi sapere. Il momento finale lo vivremo tutti, chi prima chi dopo. L’importante è non temerlo e trasmettere a se stessi e a chi ci vuole bene che il distacco è solo fisico! Ho voluto citare la mia esperienza proprio per cercare di trasmettere la sensazione di presenza di mio figlio che io vivo costantemente, anche se fisicamente non c’è più. Non è facile, a volte ci vuole una vita intera, ma prima si ragiona su questo, secondo me, prima ci si sente liberi dalla paura di un evento che non si conosce e dal dolore di lasciare chi ci ama. Un abbraccio forte.
      Tua White B.

  3. Francesco

    Buonasera a tutti,
    per dovere di cronaca, la poesia è di Henry Scott Holland e non di sant’Agostino

  4. Abbate Giovanna

    Il dolore per la perdita di mio figlio mi ha solo indurita.l’ingiustizia da lui subita è per me immane e sarà sempre inaccettabile
    Io dovevo andarmene al posto suo
    Lui doveva vivere, perché era un ragazzo.buono,voleva costruirsi una.famiglia.niente e nessuno potrà mai convincermi del contrario..
    e la mia ribellione non avrà mai fine

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