LA RESILIENZA

Ok, ammetto la mia ignoranza! 🙂    Non conoscevo il significato di questo termine. Dopo averne approfondito le caratteristiche devo dire che fa veramente al caso nostro! Si perchè ci sono tante storie dove la resilienza rappresenta la caratteristica e la qualità principale del protagonista del racconto. Io credo anche che essa si trovi in ognuno di noi!Tiriamola fuori, anche timidamente, anche cercandola negli altri e poi in noi stessi…

Resilienza [dal lat. resiliens, genit. resilientis, part. pres. di resilire “saltare indietro, rimbalzare”] è un termine, che può assumere diversi significati a seconda del contesto:

  • in ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a forze impulsive (ovvero, della capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi).
  • in informatica, la resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in modo da garantire la disponibilità dei servizi erogati.  Sinonimi di resilienza sono: elasticità, mobilità. È definibile anche come una somma di abilità, capacità di adattamento attivo e flessibilità necessaria per adottare nuovi comportamenti una volta che si è appurato che i precedenti non funzionano.
  • in psicologia, la resilienza viene vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e di uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente.
  • recentemente il concetto di resilienza è stato introdotto anche in geriatria, facendo riferimento alle capacità che alcuni anziani molto malati, in condizioni apparentemente molto compromesse, mostrano di avere, rispondendo alle cure tradizionali in maniera quasi inaspettata. Questa qualità si oppone concettualmente alla fragilità degli anziani, che invece, rappresenta un insieme di caratteristiche, in grado di identificare in una fase precoce i soggetti a rischio di peggiorare la propria qualità di vita, e che con opportuni interventi possono ridurre tale possibilità (The Journal of American Geriatric Society, 2010;58:602-3)

Come imparare a reagire

  • Sviluppare la flessibilità: per affrontare meglio gli imprevisti e le difficoltà bisogna imparare ad allenarsi nell’essere flessibili e non avere una personalità rigida. Come? Adottando nuovi schemi di pensiero, per esempio un abitudinario potrebbe accettare l’invito a fare cose che normalmente non farebbe.
  • Valorizzare il passato: di fronte ad una situazione difficile e stressante, proviamo a ricordare gli episodi del passato in cui ci sembrava di non farcela e prendiamoci il merito di averle superate.
  • Sviluppiamo l’orgoglio: è importante smettere di rimuginare pensando che tutto poteva andare diversamente, ma sentiamoci orgogliosi per gli obiettivi che abbiamo raggiunto.
  • Chiediamo aiuto: il sostegno di chi ci circonda è fondamentale per affrontare le avversità; impariamo a raccontare le nostre emozioni e ammettiamo le debolezze. Evitiamo di caricarci tutto sulle nostre spalle, e appoggiandoci a qualcuno tutto sembrerà più semplice.
  • Concentrarsi sul presente: è importante allenarsi a riferire i fatti al presente, convincendosi che il momento che si sta attraversando non sarà per sempre. A un certo punto ci sarà una risoluzione che porterà con sé un cambiamento.
  • Normalizziamo l’evento: ovvero smettiamo di chiederci perchè è capitato proprio a noi e cerchiamo di pensare che può succedere a chiunque. In questo modo non ci sentiremo perseguitati a vita.

 

E la vostra resilienza? E’ già uscita?

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3 commenti

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3 risposte a “LA RESILIENZA

  1. Rosa

    Occorre resistere e farsi forza e sono convinta che sia l’unico modo per andare avanti. Ho subito cure invasive e dolorose. E sono qua a testimoniare che insieme, condividendo, si può fare di più. Ciao, Rosa.

  2. Rosa

    Mi presento: sono una malata di cancro in follow-up da 4 anni. Ero in metastasi ed ora compio dei controlli ogni sei mesi. L’incertezza è una mia componente e mi sto affidando alla filosofia di Seneca e i vari esponenti dell’esistenzialismo del Novecento, da Sartre, a N. Abbagnano, a E. Paci ed altri. In più, mi sono esposta come redattrice per far comprendere che alcune associazioni a favore dei pazienti oncologici, sono solo il concentrato di interessi economici sul sistema “cancro”. In sintesi, gli interessi delle case farmaceutiche sono enormi, indefinibili. Mi sono messa in contatto con le principali associazioni anticancro e mi hanno smentito. Ho parlato del fatto che la legge 104, non è applicata in modo giusto e mi hanno risposto con ironia….la stessa ironia che subisco a scuola sul luogo di lavoro. In parole semplici, il mobbing. Ho fatto esperienza, in primis, che in Italia è difficile essere ascoltati e si viene circondati da un mare di indifferenza. Invece in questo angolo mi avete letto e avete invitato a farmi conoscere. Bene leggetemi su “pensare liberi news” e sono a disposizione per tutto, per informare e per rivendicare i diritti negati ai malati cronici e in genere a chi soffre. Un saluto, Rosa.

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