Archivi del mese: giugno 2012

MIA SORELLA E’ UN QUADRIFOGLIO

Viola ha una nuova sorellina, Mimosa. E’ contenta, però capisce subito che c’è qualcosa che non va.

 “A casa però qualcosa non andava. Il papà una sera non è tornato a dormire. La nonna veniva a trovarci spesso e ripeteva che bisognava essere forti, bisognava avere coraggio. L’altra nonna non veniva più a trovarci. Io l’avevo capito da sola che Mimosa era diversa dagli altri bambini. Ma uno non può mica chiedere scusa per quello che è. E’ così e basta. Ieri Martino, che è il mio compagno di classe più odioso, mi ha preso in giro tutto il giorno come fa lui. Siccome io facevo finta di niente alla fine mi ha detto che mia sorella non era normale. Poi è corso via. E comunque ha ragione. Mia sorella non è normale. Lei è speciale. Essere normali vuol dire essere uguali: come fili d’erba, come trifogli in un prato. Mia sorella invece è un quadrifoglio. I quadrifogli sono rari e diversi. Sono rari perchè sono diversi. Sono diversi perchè sono rari. Tutti vorrebbero trovarne uno, ma ci riescono in pochi. I quadrifogli portano fortuna. Noi abbiamo la fortuna di averne uno tutto nostro: Mimosa, il quadrifoglio.

“Mi piace pensare che il mondo sia un posto dove tutti siamo speciali.”

 

Dal libro “Mia sorella è un quadrifoglio” di Beatrice Masini , Svjetlan Junakovic   

 

 

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DISABILITA’: UN CAMMINO SPINOSO

I bambini hanno diritto allo sviluppo in tutti gli aspetti della loro vita compreso lo sviluppo fisico, emotivo, cognitivo, psicosociale, sociale e culturale“.  Convenzione ONU sui diritti del bambino (1989).

Quando la disabilità irrompe  in una nuova famiglia ne sconvolge la quotidianità, la possibilità di sentirsi parte di una società. Ridefinire un progetto di vita sembra lontanissimo e riappropriarsi del proprio futuro sembra essere negato.

E’ importante, se non fondamentale, ricordarsi che difronte ad un bimbo con disabilità si parla sempre e comunque di un bambino, con la sua voglia meravigliosa ed irrefrenabile di vivere.

Una settimana fa ho conosciuto una famiglia speciale. Entro in questa casa bellissima, avvolta nel verde, semplice ma molto accogliente. E conosco loro. Una mamma, un papà, e i loro due figli, uno con disabilità grave.  Iniziamo a chiaccherare senza formalità o blocchi, come se ci conoscessimo da sempre. Mi sento a casa tra amici e rimaniamo due ore a scambiarci opinioni, ascolto la loro storia e quella di questo bimbo che anche se con una grave disabilità psichica e motoria ha portato molto in questa famiglia e senza dubbio non ha tolto niente.

Di ingiustizie oltre a quella di un destino che nessuno si aspettava, questa famiglia ne ha vissute molte. La loro storia, il loro vissuto, il loro voler far vivere una vita il più possibile alla normalità ad un bambino come gli altri che se lo merita, è la storia di tante famiglie e del loro dramma. Ci tengo a parlare di questo per evidenziare il dolore, l’impotenza di tante famiglie e dei loro figli disabili, che non hanno colpe, ma solo la caratteristica di essere bambini speciali.

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