DISABILITA’: UN CAMMINO SPINOSO

I bambini hanno diritto allo sviluppo in tutti gli aspetti della loro vita compreso lo sviluppo fisico, emotivo, cognitivo, psicosociale, sociale e culturale“.  Convenzione ONU sui diritti del bambino (1989).

Quando la disabilità irrompe  in una nuova famiglia ne sconvolge la quotidianità, la possibilità di sentirsi parte di una società. Ridefinire un progetto di vita sembra lontanissimo e riappropriarsi del proprio futuro sembra essere negato.

E’ importante, se non fondamentale, ricordarsi che difronte ad un bimbo con disabilità si parla sempre e comunque di un bambino, con la sua voglia meravigliosa ed irrefrenabile di vivere.

Una settimana fa ho conosciuto una famiglia speciale. Entro in questa casa bellissima, avvolta nel verde, semplice ma molto accogliente. E conosco loro. Una mamma, un papà, e i loro due figli, uno con disabilità grave.  Iniziamo a chiaccherare senza formalità o blocchi, come se ci conoscessimo da sempre. Mi sento a casa tra amici e rimaniamo due ore a scambiarci opinioni, ascolto la loro storia e quella di questo bimbo che anche se con una grave disabilità psichica e motoria ha portato molto in questa famiglia e senza dubbio non ha tolto niente.

Di ingiustizie oltre a quella di un destino che nessuno si aspettava, questa famiglia ne ha vissute molte. La loro storia, il loro vissuto, il loro voler far vivere una vita il più possibile alla normalità ad un bambino come gli altri che se lo merita, è la storia di tante famiglie e del loro dramma. Ci tengo a parlare di questo per evidenziare il dolore, l’impotenza di tante famiglie e dei loro figli disabili, che non hanno colpe, ma solo la caratteristica di essere bambini speciali.

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2 commenti

Archiviato in medicina, palliative, genitori, malattia, white, B, famiglia, bambini, lutto,family,parents,children

2 risposte a “DISABILITA’: UN CAMMINO SPINOSO

  1. Rosa

    Purtroppo nel nostro Paese non esiste una cultura verso la famiglia e se poi qualche piccolo è disabile, viene lasciata sola…intendo, la famiglia come istituzione. Ricordiamoci l’erogazione di un assegno di invalidità non risolve nulla. Sono pochi i centri che aiutano la gestione quotidiana e cosa grave, la crisi economica, ha duplicato un’indiferrenza che non impressiona nessuno. Che dire? Vivo in primis tutto ciò e ho contattato malati in follow-up, come me, e mi hanno detto che quello che racconto sono fandonie!!! Ribadisco che la solidarietà è una nobiltà d’animo….
    Rosa Mannetta

  2. Rosa

    Mi correggo: ho scritto “indifferenza” con una “f”….errore di digitazione. Rosa Mannetta

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