Archivi del mese: settembre 2012

L’ESTATE

Quest’estate ho osservato molto tutto ciò che mi circondava. L’ho fatto nell’interesse di cogliere qualche sfumatura diversa e di cercare di capire come questa stagione venisse vissuta dalle persone, in modi diversi.

Ecco i bimbi nei campetti giocare a squarciagola, i ragazzi in bicicletta, gli universitari presi da esami e le mamme in giro spingendo passeggini. Alla sera ecco la gente nelle piazze, nelle osterie con i tavolini all’aperto, nei muretti con bicchieri di birra fredda in mano a godere del calare del sole e dell’arrivo di un tiepida brezzolina a preannunciare la sera.

Ecco le partenze per il mare, all’estero o in montagna. Ecco i castelli di sabbia, le camminate, le visite ai musei, i ventagli neri e gli sguardi sofferenti di chi il caldo non lo sopporta e non trova modo di combatterlo.

Ecco i ragazzi che hanno finito scuola, i primi amori, le risate e i pomeriggi al parco a mangiare un gelato e a respirare aria di libertà da impegni, corse e compiti.

Ecco chi rimane a casa, forse la maggior parte, sognando i giorni di pausa, esausti da un anno di lavoro e gioiosi per il tempo libero che avranno tra poco a disposizione per le loro famiglie, i loro figli e loro stessi. FINALMENTE.

Ecco chi vive un’estate diversa. Ecco chi la passa in ospedale dove non ci sono stagioni, dove non c’è sole o luna, caldo o freddo, dove l’aria ha lo stesso sapore e l’odore di pulito/sterile. Ecco chi porta in spiaggia contro tutto e tutti il proprio figlio in carrozzella e affronta caparbio il caldo, gli sguardi inopportuni, la solitudine. Ecco chi va a fare il bagno con il proprio figlio down che sorride per la felicità di quell’esperienza meravigliosa. Ecco una famiglia che con tre bimbi, di cui uno con problemi respiratori dalla nascita, e un cane,  per la prima volta prova ad affrontare l’esperienza di una vacanza normale in un posto normale. Ecco chi ha avuto la diagnosi di una malattia inguaribile e si accinge ad iniziare un cammino in salita, anche in un giorno di sole. Ecco chi ha perso un proprio caro, chi invece lo ha potuto riabbracciare perchè svegliatosi dal coma. Ecco la guarigione da una malattia dopo mesi di paure e di ansia perchè come madre temevi per i tuoi figli e tuo marito.

Ecco chi nasce e la vita la deve ancora affrontare.

E voi? Cosa avete osservato quest’estate?

 

 

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PARALIMPIADI 2012:campioni nello sport e nella vita!

Da un articolo del blog “il mondo di Lena

Domenica sera, 9 Settembre 2012,  si sono concluse le paralimpiadi di Londra. A sigillare questo evento è stata una fantastica cerimonia come saluto finale. Spero che sia stata vista da tanti di voi, perché è stata veramente ricca di colori e luci ma, soprattutto, composta da persone davvero speciali, che hanno dato la dimostrazione assoluta di amare la vita e soprattutto di credere molto in sé stessi. Questa manifestazione ha dato la possibilità a tutti noi di conoscere meglio questi atleti, che magari, fino a qualche giorno prima, ci erano sconosciuti o quasi. Io spero che in molti siano d’accordo con me, nel dire che hanno dimostrato di avere una forza di volontà fantastica e di amare davvero la disciplina sportiva a cui hanno deciso di dedicarsi a pieno.

Purtroppo attraverso la Rete, con mio grande dispiacere, ho potuto vedere come agli atleti, anzi agli uomini e alle donne, perchè è questo che per prima cosa sono, sono stati pubblicamente riservati commenti, a mio giudizio, crudeli ai quali non vale la pena rispondere ma attuare, almeno da parte mia, una totale indifferenza; è la cosa migliore. Posso solo dire che forse non abbiamo visto tutti le stesse immagini; qualcuno probabilmente non ha lasciato i propri occhi liberi di guardare, quasi come se volesse per un attimo essere cieco e vedere tutto nero. Queste paralimpiadi sono state talmente emozionanti, tanto da pemettere, secondo me, anche ai nostri atleti non vedenti di ”vedere” tutta quella emozione e partecipazione, da chi sugli spalti ammirava le loro imprese.

I miei occhi hanno visto come, ognuno di loro, abbia fatto per tutti noi una grande magia e per questo non possiamo fare altro che applaudire in maniera assordante, per far sentire un fragore emozionante. Ovviamente l’applauso è per tutti gli atleti, in rappresentanza di tutti i paesi; questi campioni, perchè lo sono tutti indipendentemente dalle medaglie, sono sparsi nel mondo e con quei fantastici colori hanno rappresentato, con lo spirito giusto, moltissime nazioni.

Spero non pensiate che io stia esagerando ma vi assicuro che non è così e ci tengo a trasmettervi ciò che hanno dato a me; non ci sono sufficienti parole per descrivere quello che i miei occhi hanno visto. Ve lo dice una persona che non pratica sport un po’ per scelta e un po’ per la malattia, e che quindi davanti ai normali eventi sportivi, resta abbastanza indifferente; in questo caso non è stato proprio possibile, anzi avrei voluto essere lì per sostenerli ancora di più e vivere le emozioni dal vivo. Per farvi un esempio vorrei condividere con voi il ricordo della gara dei 1500 metri, disputata da Hussein Omar Hassen, del Djibauti; questo atleta ha voluto correre con tutte le sue forze per arrivare al termine, nonostante abbia chiuso sette minuti dopo l’arrivo degli altri atleti. L’emozione di questo evento è data dalla partecipazione, sorprendentemente commovente, del pubblico che lo incitava, sempre più con maggior fragore quanto più si avvicinava al traguardo; non lo hanno mai abbandonato perchè era giusto che anche lui arrivasse alla meta, nonostante la sua disabilità rendesse la cosa molto difficile. E’ stato spettacolare! Il pubblico presente ha mantenuto questo spirito positivo, quasi a spronare gli atleti per tutte le gare di queste paralimpiadi.

Tutti questi campioni hanno trovato, per ciascuno di loro, la formula vincente; hanno deciso di credere in loro stessi, tanto da dare il massimo per migliorarsi e guardare oltre la loro tremenda disabilità. E’ questo che loro hanno voluto insegnarci; ci hanno voluto far vedere che si può guardare oltre la disabilità, perchè dietro questa, se si vuole osservare bene, c’è molto altro. Un disabile nonostante la sua condizione forzata, può dare molto a se stesso e agli altri, in tantissimi modi, nello sport come in tante altre attività. Infatti occorre ricordarsi che la parola “attività” in un disabile non deve essere esclusa a priori in quanto a fronte di una disabilità fisica ci può essere comunque una abilità mentale e viceversa, che nella disabilità mentale ci può essere una abilità fisica.

Ogni storia, dei nostri 97 campioni, può davvero insegnarci qualcosa e sarebbe bello che finalmente, nel 2012, queste paralimpiadi segnassero l’inizio di un nuovo rapporto tra la società e tutti i disabili. Speriamo che di persone speciali si possa parlare tutto l’anno e non solo in occasione di eventi importanti come le paralimpiadi.

Spero che vogliate partecipare con me, virtualmente, ad un immenso abbraccio collettivo con l’intera squadra paralimpica italiana, per ringraziare i nostri atleti di averci rappresentato in maniera esemplare e spettacolare a Londra.

Io penso che di tutto questo emozionante ed interessante evento, non abbiano colpito solo le 28 medaglie vinte dai nostri italiani e tanti record ma il fatto che gli stadi fossero strapieni, con una atmosfera gioiosa, con il pubblico entusiasta che applaudiva con fragore e teneva il ritmo di ogni gara con un semplice battito di mani; tutti in piedi a tifare. Bello il clima che c’era sugli spalti e spero che il loro messaggio sia arrivato in ciascuna casa, nella mia sicuramente sì.

I riflettori si sono spenti! Però solo per ora… Tante gare, tanti avvenimenti li attendono ancora e poi arrivederci a Rio De Janeiro in Brasile; anche se non fisicamente, io ci sarò.

Ciao ragazzi, è stato un grosso piacere conoscervi; un grazie di tutto cuore!

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PERCHE’ CHI VIENE ALLA LUCE ILLUMINA

Attesa e inaspettata
arriva la seconda vita
in quell’istante
in cui si taglia il velo
e sei dell’altra parte
non sei preparato mai abbastanza
ma sei pronto da sempre
la naturale conseguenza all’essere nato
la naturale conseguenza dell’amore
un pensiero che rende liquida la mente
che ti fa sentire tutto
che ti fa sentire niente
come andare dritti al centro della terra
o a ritrovare sulla luna un senno nuovo
come cambia il peso delle cose
il valore del denaro
della forza delle braccia
del sonno e del risveglio
del pianto del sorriso
dell’aria che respiri
di ritornare a casa
ora il mio posto e’ qui
che bellezza abbagliante
la tua.
[…] perché chi viene alla luce
illumina.
 
Niccolò Fabi- Solo Un Uomo (2009)
 
 
 
31.07.2012
Nasce una nuova vita. Nasce una nuova me. Più ricca di amore, più consapevole, più forte e sicura di prima. Sono avvolta da una nube di vita pura portata all’essenza della vera importanza delle cose e della felicità di essere solo noi, famiglia materialmente di nuovo ricostituita, di nuovo pronta a respirare aria fresca, giovane, nuova. Arricchita di tutto.
Grazie del vostro affetto e grazie a chi so io mi ha fatto diventare così.
Sono felice. Felicissima. Auguro a tutte voi di respirare anche solo per un momento quello che sto vivendo io.

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