Archivi del mese: novembre 2012

ACCOGLIERE LA VITA…NONOSTANTE TUTTO

Siamo una coppia di Roma, Carlo e Sabrina, abbiamo 3 bambini: Priscilla di 14 anni, Vivian di 11, e poi un maschietto di 8 anni, Giona.
Tutto è arrivato al momento giusto, anche le sofferenze…la più grande è stata la malattia di Giona, il nostro piccolo.

Nostro figlio era stato considerato dalla scienza un “feto terminale”, un bambino che non aveva possibilità di vita… durante l’ecografia morfologica del quinto mese è stato diagnosticato un quadro terribile: una malformazione urinaria gravissima aveva portato ad una situazione interna che non dava possibilità di scampo. Dopo il nostro “no” deciso all’aborto nessuno pareva poter fare qualcosa per noi e così ci siamo trovati senza punti di riferimento, se non la fede e la preghiera.

Si è aperta una nuova strada, un tentativo che inizialmente non sembrava dare esiti positivi, ma che poi ha prodotto una svolta significativa tuttora inspiegabile nella situazione del nostro bambino. Abbiamo agito quando lui era ancora nella pancia con un intervento invasivo di correzione. Inizialmente la cosa è sembrata inutile, lui anzichè migliorare stava peggiorando. Poi, c’è stata quella che in gergo medico è stata classificata come “risoluzione naturale”. Per noi ha un altro nome, ma quel che importa è che la vita abbia trionfato. Giona è riuscito a nascere. C’è stato un lunghissimo percorso di lotta e di sofferenza: infezioni, ricoveri, interventi chirurgici … per sette mesi non siamo riusciti a tornare nella nostra casa.

Oggi ha 8 anni e da molto tempo è entrato in una fase di insufficienza renale cronica di grado moderato/grave, e alcuni disagi che affrontiamo con amore, speranza, e gioia di vivere. Lui risponde a tutto ciò con un atteggiamento molto positivo, e al di là di qualche difficoltà, che per un bambino di questa età si traducono semplicemente nel disappunto di non poter mangiare tutte le cose che vorrebbe lui ma deve seguire un regime dietetico, e del fatto che non può praticare sports violenti, vive pienamente facendo le cose che fanno tutti i bambini… va a scuola, corre come tutti, fa ginnastica e nuoto, è pieno di vita, amorevole con tutti, simpatico ed estroverso. Non soffre fisicamente, è felice di esistere, dona gioia a chiunque lo vede, soprattutto a noi che lo amiamo follemente.

Tutto ciò che abbiamo vissuto ha dato a me e Carlo la voglia di donare ad altri il frutto della nostra esperienza, affinché nessun’altra mamma si trovi davanti ad una sofferenza del genere senza un aiuto adeguato che la porti a tentativi validi per salvare la sua creatura. E soprattutto senza contemplare l’aborto come unica via.

Abbiamo scoperto di non essere soli… altre famiglie hanno fatto una scelta di vita come noi. Famiglie e storie meravigliose, che hanno accettato di mettersi a disposizione di chi vorrà contattarle per avere un aiuto, un sostegno in una scelta oggi inconsueta: quella di accogliere la vita, nonostante tutto. 

 

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QUANDO TI SVEGLI LA MATTINA

Quando ti svegli la mattina possono succedere molte cose, alcune delle quali possono cambiare la tua vita per sempre. Ti può travolgere la gioia più grande ma anche il dolore più penetrante e non sai mai come andrà a finire quella giornata.

Capita che ti svegli e hai accanto a te tuo figlio appena nato o tuo marito appena sposato e la sensazione dentro è meravigliosa, ti senti invincibile e fortissima, ti senti appagata e ringrazi per questa felicità così estrema che ti fa capire l’essenza della vita e la gioia delle piccole grandi cose, il tempo e l’immensità dell’amore. Ti senti concreta e sprigioni energia, tanta bella energia.

Capita che un evento colpisca un tuo caro e che ti cambi la vita per sempre perchè toglie le tue certezze, la tua gioia e il tuo credere nel futuro. Ti fa pensare che mondo sto lasciando ai miei figli e che forza ho per affrontare la giornata se ho perso la voglia di crederci. Quel giorno ti lascia l’amaro dell’impotenza e ti toglie la forza.

Ecco, quando mi sveglio la mattina ormai so e me lo ripeto che bisogna vivere VERAMENTE giorno per giorno e dare il massimo, non per pessimismo, ma per attaccamento alla vita e valorizzazione di quello che quotidianamente essa ci da.

Sempre e comunque.

 

 

 

 

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