Archivi del mese: gennaio 2013

PASSA MAI LA PAURA?

Rispondo a Milena, un’amica, con delle semplici considerazioni. Spero possano aiutare…

Quando passa la paura? Mai. Il ricordo di quell’esperienza rimarrà per sempre. La paura non passa mai, ma può essere parzialmente convertita in altro. Se ci si ragiona su, se si riesce a dare una senso a quell’esperienza che non solo sia dolore e sofferenza.

La mia paura, dopo la perdita di mio figlio, è parzialmente rimasta e mi bussa spesso quasi a ricordarmi che non può andare via. Non vuole. Le piace rimanermi accanto ed esprimersi quando meno me lo aspetto. Vorrei combatterla ma a volte è più forte lei, a volte ci riesco e si assopisce. E’ ingestibile, quasi subdola, si insinua nei momenti peggiori e a volte mi crea un senso di inadeguatezza, impotenza e insicurezza. La mia paura non è la morte, ma che la malattia si ripresenti, bella, vivace, austera, severa. Quella malattia che mi ha tolto la vita, a volte la speranza del domani, a volte il fiato. Quella malattia che ti rende inerme e incapace di riordinare le cose come vorresti. Rimango impietrita. Quando arriva la paura mi sento messa all’angolo. Mi sento sola ed estremamente negativa.

Come sconfiggerla?

Modi efficaci non ci sono. Io credo aiuti PARLARNE, CONFRONTARSI, ASCOLTARSI e ACCETTARE. Non sentirsi mai deboli perchè si ha paura. Spesso la paura ci aiuta a crescere: l’ostacolo più grande può essere la paura ma l’errore più grande è sicuramente quello di rinunciare ad affrontarla. Mi ricordo di aver parlato di paura qui dove attraverso il racconto di una mamma che vive l’esperienza di malattia oncologica di sua figlia  si diceva che ” i bambini riescono a dare un senso alla loro vita anche di fronte all’assenza di un domani. Sapete perché i bambini sono una scuola incredibile di accettazione della propria malattia? Perché non la nascondono. Un bambino non-vedente si definisce cieco, un non-udente è sordo e un bimbo ricoverato in oncologia ti dice: ho il cancro. Le cose vengono chiamate con il loro nome, per questo non fanno più paura”.  Semplice e diretto, ce lo insegnano i bambini, chiamare le paure col proprio nome senza nasconderle. Può aiutare ma per noi adulti non è facile. Ci sono troppi schemi mentali, troppe tappe da seguire. “Aiutami a non avere paura” è la domanda che i bambini rivolgono agli adulti. Eppure, spesso sono i bambini stessi ad aiutarsi e ad aiutare gli adulti, inermi, che li circondano.

Passa mai la paura?

Può non passare mai e  rimanere latente, uscire quando meno te l’aspetti ma se ti proteggi, crei uno scudo collaborando con chi ti vuole bene, affrontando il problema e condividendo le tue sensazioni, la paura può essere schermata e attenuarsi. Ci proviamo? 🙂

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A CASA E’ PIU’ MEGLIO: TESTIMONIANZE

Che il progetto di assistenza domiciliare pediatrica attivo in Friuli Venezia Giulia sia speciale ormai lo sapete, ve ne ho parlato qui e qui.

Ma non finirò mai di ripeterlo perchè spero che qualsiasi persona che capita da queste parti e legge, tragga ispirazione per creare anche nel posto in cui vive un progetto utile per gli altri, di qualunque natura esso sia. Spero che questa ennesima storia diffonda l’importanza di combattere per realizzare un qualcosa di socialmente utile. A volte è contagioso…

Un’iniziativa intelligente inerente questo progetto è stata quella di raccogliere le testmonianze di alcune famiglie seguite a casa e di farne un video, una storia di quasi 13 minuti dove a parlare e a raccontare sono gli operatori conivolti nell’assistenza e le famiglie con i loro bimbi. Storie che fanno  riflettere, parole che fanno capire come basti poco per far respirare queste famiglie difronte ad una situazione difficile, a volte anche senza speranza.

Lo scopo sicuramente è quello di far toccare con mano e di trasmettere direttamente l’essenza del progetto, la sua quotidianità, il suo insieme di piccoli gesti, i piccoli rapporti che si intrecciano tra le famiglie, i bimbi e gli operatori sanitari, la felicità di chi può rimanere a casa sua, tra le sue cose, tra la sua gente, nonostante una malattia che ti imporrebbe degenze prolungate e continue in ospedale.

Consiglio di non vedere esclusivamente l’aspetto sentimentalistico del video ma soprattutto quello utilitario, ovvero cercare di capire dalle parole, dagli sguardi, dalla serenità di alcune testimonianze come questi genitori e i loro bimbi “respirino” grazie all’assistenza a casa e al rapporto che si crea con il personale dell’ospedale.

Quasi all’inizio del video viene ribadito un concetto che sembra banale, automatico, ma che purtroppo, troppo spesso, è lontano dai pensieri di chi gestisce queste problematiche “il diritto del bambino malato e il diritto dei più deboli va sopra ogni logica. E’ piu’ importante di ogni cosa. E se questo è un principio che non viene sempre tenuto in mente, non ha senso che vi siano le istituzioni, non ha senso che vi siano le Regioni, gli ospedali e tanto meno i medici“. Lo dice quel genitore che insieme a sua moglie sta lottando per questo progetto, affinchè esso venga istituzionalizzato.

BUONA VISIONE!

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2013

sorriso

2013 è speranza, serenità, buoni propositi, voglia di fare

2013 è concretizzare molti progetti, vedere germogliare piccoli semini,  realizzare qualcosa per gli altri

2013 è essere migliore, crescere

 

vi auguro solo il meglio, anche quando il peggio sembra prevalere e la ruota sembra non girare mai…

grazie per esserci sempre e comunque, anche come silenti spettatori.

 

 

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