Archivi del mese: dicembre 2013

ANNA PER SEMPRE

Ho voluto copiare e incollare il ringraziamento del marito di Anna, di cui vi parlavo qui, preso direttamente dal suo bellissimo sito, che ancora è in piena attività nonostante Anna non sia più fisicamente con noi. Che cosa meravigliosa che è riuscita a creare questa donna!!! Una miriade di emozioni e amicizie che senza di lei non sarebbero mai nate. E quanto è stata di aiuto a quelli con prognosi di malattie difficili come la sua! E quale consapevolezza ha trasmesso a chi invece è sano, ma ha voluto addentrarsi nel suo blog, nonstante la paura. Consiglio a tutti di leggerlo, per conoscerla e per capire, per apprezzare, per ringraziare.

Wide-Anna è passata spesso dalle mie parti anche per due righe. Per me è stata una amica, anche se non la conoscevo di persona.

Ora lascio la parola al suo altrettanto meraviglioso marito (“Obi”- da lei definito nel blog, in realtà Angelo, nome azzeccato direi). Vorrei che accoglieste a braccia aperte l’invito di Angelo, in ricordo di Anna. Credo sarebbe un’occasione di crescita e miglioramento per tutti noi.

Buona lettura

 

Cari amici
a ciascuno di voi il più sincero ringraziamento per la vicinanza e la partecipazione al nostro dolore per la scomparsa di Anna. Ogni vostro sguardo, sorriso, parola e abbraccio è arrivato dritto al cuore, pur nell’esperienza di una grande tristezza.

Chi poi era presente alla celebrazione del saluto per Anna ha preso parte ad uno dei momenti più duri e belli nella storia della nostra famiglia, in cui abbiamo condiviso il ricordo di una donna straordinaria, in segno di riconoscimento per tutto ciò che ci ha dato. Ma anche la consapevolezza di una morte prematura che ci priva per sempre di quanto di più caro avevamo, io e le mie bambine.

E’ stato il modo di rendere un tributo alla persona che ci ha reso migliori e di accettare al tempo stesso, come estrema prova, l’immensità del vuoto che resta e resterà per sempre.

L’insegnamento di una vita. L’insegnamento della vita. Cui non è dato e non è giusto sottrarsi.

Così quel momento rimane, nella nostra memoria, un inno corale alla sacralità della vita e della morte, la volontà di raccogliere l’invito di Anna a prendersi cura di sé e degli altri, a perseguire l’intenzione del bene, a scegliere la felicità, a non buttar via neanche un giorno o un attimo, pur nella malattia e nella sofferenza. Anzi, proprio in ragione di queste.

Voglio dunque ringraziare tutti voi, chi era presente e chi, pur non potendo essere lì quel giorno, ha voluto esprimere affetto per Anna, dolore per questo triste evento e vicinanza alla mia famiglia.

Grazie. Grazie di cuore. E vi porgo l’augurio che tutta l’intensità e la commozione di quei momenti possa tradursi in energia vitale nel vostro cammino, come di certo sarà per noi.

So che per molti che non conoscevano il blog di Anna le sue parole sono state una sorpresa, ma anche un‘occasione per riflettere. So di tanti che hanno poi cercato e letto i suoi post, e ritrovato quel misto di umanità, intelligenza, ironia e sofferenza che erano il mondo di Anna. Che è Anna. Sono contento, perché più le sue parole entreranno nella vita vostra e di altri, più Anna vivrà con noi.

Ma vorrei anche che nessuno dimenticasse l’incommensurabile fatica sottesa a quel mondo e a quella vita dal 2007, una fatica fisica in primo luogo e poi mentale, scandita senza sosta da controlli, terapie, visite, controlli e terapie, con la certezza di convivere con un male inguaribile e letale, e con la forza di dedicare, comunque e sino all’ultimo istante, ogni residua energia alle figlie, agli amici, agli affetti più cari, cadendo e rialzandosi mille volte.

C’è una sorta di contabilità della sofferenza che Anna ha fissato in un post che avrei voluto leggere e che ora vi consegno, come un debito dovuto da parte di chi è in salute e non può immaginare cosa vuol dire percorrere quel calvario. Il post si intitola semplicemente “Numeri”, ed è del 5 dicembre 2012.

5 dicembre 2007 – 5 dicembre 2012
5 anni
3 biopsie
23 tac
10 risonanze
1 Pet
2 scintigrafie
16 ecografie
20 radiografie
1 penumatorace
260 prelievi
500 buchi
10 cicli di chemio di 6 mesi ciascuno, una volta a settimana
3 cicli di radioterapia
15 kg presi
6 volte che ho perso i capelli
5 anni di meno
5 anni di più.

Aggiungete altri 10 mesi di cure e controlli nel 2013. E’ tutto.

Da ultimo una richiesta e un invito che mi preme rivolgere a tutti voi.

La richiesta è quella di inviare anche voi un messaggio a me, Sara e Lea, come un vostro ricordo di Anna-Wide, come espressione di un sentimento provato in questi anni frequentando il suo blog, o vissuto in questi giorni rileggendo i suoi post o partecipando al suo funerale, perché siano parole che nel tempo rimangano a memoria di quanto abbiamo condiviso. Potete inserire un commento qui o inviare una mail all’indirizzo annawidepeak@gmail.com. Ve ne sarei profondamente grato. Ovviamente con i tempi e le modalità che vorrete.

L’invito, invece, è a tradurre la vita di Anna in un impegno personale, anche minimo, ma concreto.

Anna aveva un dono, che appariva subito chiaro a chi la incontrava. Saper ascoltare e sapersi prendere cura degli altri, intercettare i loro desideri e saper dare aiuto.

Mi piacerebbe allora che questo insegnamento andasse oltre il ricordo, e che trovasse continuità in qualcosa che ciascuno di noi può fare o insieme possiamo fare nella nostra vita. Chi vuole dedichi ad Anna un gesto, un’iniziativa o un progetto nella cura di sé, in favore di altri o di qualcosa, un’azione da portare avanti nel tempo, che sia possibile periodicamente seguire e celebrare, dandone informazione o incontrandoci. Che so, seguire un corso di lingue o di meditazione, realizzare un viaggio, piantare un albero, fare un’adozione a distanza o intitolare a lei un evento o un’attività che prosegue.

Che sia un messaggio di cura che con Anna e per Anna possiamo portare avanti, e che con Sara e Lea potremo conoscere e seguire nel tempo, unendoci nel ricordo della mamma e nella capacità di tradurlo in qualcosa di bello e utile per qualcuno. Anna vivrà ancor di più e con lei la nostra amicizia.

Questa è la richiesta dunque con cui vorrei lasciarvi, con l’impegno di rimanere uniti e con la speranza di ricevere da voi notizie e proposte, cui non mancherò di rispondere e dare, se riterrete, il mio personale aiuto e contributo.

A tutti voi ancora grazie, e i nostri migliori auguri di pace e serenità, per questo Natale, per l’anno nuovo che inizia e per tutti quelli che ancora verranno.

Angelo

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ciao AMICI

Questo lungo silenzio è dovuto principalmente ad un periodo non facile, nel quale mi hanno lasciato due amici. Due persone che non si conoscevano, due genitori, entrambi di figli piccoli, due persone che comunque durante il loro cammino hanno insegnato molto, soprattutto durante la malattia hanno dato più che prendere, non hanno mai abbassato la testa e hanno accettato che “alcune persone normali” , prima loro amici, gli girassero le spalle senza farsi più sentire, per paura.

Devo essere sincera. Ho provato a mettermi nei loro panni più di una volta, immaginando di lasciare mio marito e mio figlio, la mia vita, costruita giorno per giorno con minuziosità di particolari e di scelte. Ho immaginato cosa sarebbe stato non vedere crescere mio figlio, ho pensato che non sarei mai andata alla recita dell’asilo, non avrei mai conosciuto e invitato i suoi amici a casa, non lo avrei mai portato al cinema, non lo avrei mai visto innamorarsi, non sarei stata lì per le sue rabbie e le sue delusioni ma anche per le sue gioie. Ho immaginato a quanto avrei dovuto stringerlo per ripagarmi di tutte queste assenze. Ho pensato a mio marito e al nostro percorso. A quanto siamo forti insieme e a quanta rabbia avrei provato a lasciarlo da solo in una casa dove ogni pezzettino di muro parla di noi. Del nostro cammino, dei nostri dolori e delle nostre gioie, degli amici in visita e di tutti i meravigliosi manicaretti che mi sarei persa 😉  (mio marito è un cuoco fenomenale!).

Ho pensato che oltre alla malattia avrei dovuto accettare di vedere i miei familiari guardarmi solo ed unicamente con dolore e tristezza e non sorridermi più, e che alcuni amici sarebbero scomparsi.

Che sospiro di sollievo immaginarlo e basta. Ma che fardello che ti rimane comunque solo ad immaginarlo. Pensate a ricevere una diagnosi inguaribilità e andare avanti anche sorridendo alla vita che resta.

Ti svegli un mattino e la tua vita cambia completamente.

Quelli dei miei amici, Anna e Fabio è cambiata. Ma per tantissimi come loro, ieri, oggi, domani, è cambiata. La notizia di una malattia inguaribile, che non è solo un tumore come si crede, ma anche una malattia rara, una malattia autoimmune, neurodegenerativa, metabolica, etc., è un dramma infinito a cui noi non dobbiamo voltare MAI le spalle, isolandoli. Questo è un atteggiamento che non serve a nessuno ed è un errore a cui non potremo mai rimediare.

Dedico a tutte quelle persone senza distinzione di patologia un profondo grazie per la loro forza e l’amore per la vita che sanno trasmetterci, anche se abbiamo paura.

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