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I nostri figli

Un figlio ti cambia la vita in meglio.

Un figlio ha molto da insegnare e riuscire a capire che lo scambio è reciproco è una fortuna immensa per chi ci riesce.

Un figlio ti permette di crescere, ma ti fa anche ritornare indietro facendoti rivivere quello che eri tu da bambino.

Un figlio ti fa spegnere la televisione e ti fa ascoltare  il solo suono delle vostre voci insieme, della sera e a volte della notta più profonda, facendoti cogliere l’essenza pù totale dello stare insieme sottovoce.

Un figlio ti chiede tempo, è vero, ma quello che ti ruba è il migliore della giornata, il più ricco, il più pieno.

Quando alla sera spegni la luce e appoggi la testa sul cuscino, esausto, ricordi solo quel tempo, quegli attimi insieme che a volte, anche se faticosi e lunghi, risulteranno i ricordi più solidi e più belli.
Come condividete la vita con i vostri figli?
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Il dolore come risorsa

In un post bellissimo Claudia Porta ci racconta:

Il maestro dei miei figli è paraplegico. Quella che per lui è una sfortuna, per le famiglie della scuola è una grande ricchezza.

Sono certa che darebbe qualsiasi cosa per potersi alzare da quella sedia, ma ci ha detto anche che da quando ha avuto l’incidente la sua visione della vita è cambiata, e che si considera una persona migliore. Quella che è stata la sua più grande sfortuna, insomma, ha avuto anche risvolti positivi“.

Ci sono molte sfortune nella vita, a cui a volte non si riesce a dare una spiegazione logica. Tante di queste ti cambiano la vita, non sempre in meglio. Soprattutto se sei  SOLO ad affrontarle.

Ma a volte, un piccolo spiraglio di luce tra il dolore che si prova, ti permette di approfondire quello stesso dolore e di convertire una piccola parte di esso in qualcos’altro. Dandoti anche un’altra visione. Aprendoti la testa verso una vita più profonda. Diversa.

Il dolore può essere una risorsa?

Hanno provato a rispondere Elena e Sebastiano:
Elaborare il dolore è un percorso complesso.  Spesso in passato la curiosità intellettuale ci ha portato a leggere articoli sull’argomento… a volte abbiamo anche toccato dal vivo la difficoltà di qualche amico o conoscente alle prese con tale percorso in seguito alla malattia e/o alla scomparsa di un genitore o di una persona cara … niente di lontanamente paragonabile a quanto ti succede, però, quando una delle equazioni più semplici e scontate del mondo non torna più: non si sopravvive ad un figlio … è una vita che non mantiene le promesse … è una prospettiva che non riusciamo a giustifcare neppure in un quadro di arte moderna …
Eppure accade … ahimè più spesso di quanto immaginiamo e … pur in un nuovo Mondo, reagire, elaborando, si deve e si può.

Le parole che seguono sono il nostro umile contributo, la nostra testimonianza di un percorso avviato il 10 di giugno del 2009 quando, complice la fretta di tutti i ventenni ed una curva maledetta, ci siamo trovati catapultati in questo nuovo Mondo …

Il dolore cambia la prospettiva, il dolore cambia i colori, i sapori … in una parola la nostra percezione.  Tornare a precepire in modo corretto, o in un modo che molto gli assomigli, è il risultato di un percorso.  Non esistono ricette sperimentate, miracoli o panacee di vario tipo … ognuno deve trovare la sua.

Noi siamo partiti dall’elaborazione e poi abbiamo cercato la voglia di tornare a fare progetti .. in una parola a sognare perchè i sogni sono ideali e non hanno una scadenza.  Qualcuno ci ha detto che avremmo dovuto ritrovarli tutti i nostri sogni, magari rivisti e corretti come spesso la vita ci chiede, ma comunque, sogni.

Ed allora abbiamo cercato di tornare a sognare perchè i sogni sono un mezzo per capire e per capirsi … per darsi nuove visioni e nuovi obblighi … si inizia da soli, ma poi la cosa più bella è condividere … perchè è solo insieme che i sogni diventano realtà … attraverso piccole conquiste quotidiane fatte di compromessi, di rinunce, di negoziazioni … e a volte di accettazione.

Un grosso aiuto nel percorso di accettazione ce l’ha fornito l’esperienza di volontariato vissuta in Argentina che, dall’entrata nel nuovo Mondo, è diventata parte integrante della nostra vita.  A due mesi data dal tramonto del nostro vecchio mondo, subito, siamo partiti con uno zaino in spalla e la morte nel cuore; destinazione un orfanotrofio nel cuore dell’Argentina e qui, negli occhi e nel sorriso di piccoli angioletti sfortunati, abbiamo trovato la forza ed il coraggio di reagire per superare questa prova che la Vita nel suo disegno, solo a tratti giusto, ma sempre bello ci ha riservato.  (1)

Superare per noi non vuol dare “guarire”, non vuol dire “passare”.  Vuol dire provare ad abituarsi a convivere con l’assenza di qualcosa che manca, cercare di accettare che da un giorno all’altro questo non ci sia più, e realizzare non ex post, ma con continuità la bellezza di ciò che si è perso; in nessun modo puoi riempire il vuoto che si è formato dentro di te, ma certo è che nei momenti in cui tutto ti sembra così difficile il ricordo del sorriso di quei bimbi, delle loro parole – ‘grazie per il tempo che avete trascorso con me’ – ci dà la forza per reagire e continuare a vivere ed in questo modo il dolore non passa ma può diventare una risorsa, un elemento personale delle proprie giornate e dei pensieri che prendono, dal giorno dell’assenza, una forma diversa.

… si è entrati in un Nuovo Mondo, appunto”.

Il dolore può essere una risorsa per voi?

Come affrontate il dolore?

White B.

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GENITORI CHE ESCONO FINALMENTE ALLA LUCE DEL SOLE

Tratto dal giornale “DONNA e MAMMA”:

 Sono Anna, la mamma di Edoardo.

Alla sera quando leggo il suo giornale, cerco disperatamente qualche pagina che parli anche di  mamme come me, che vengono private senza una ragione in maniera devastante del proprio figlio. Quest’estate Edoardo, in poco meno di due mesi, è volato in cielo a causa di una malattia fulminante. Sono una mamma orfana di un bimbo di due anni e mezzo, ma non mi sento una non-mamma. Il mio bimbo non c’è fisicamente e basta. Spiritualmente è sempre con me. Di mamme nella mia condizione, mamme silenziose, ce ne sono tante. Anche troppe, nascoste negli ospedali a vivere condizioni emotive fortissime o chiuse in casa nel proprio dolore.

Sarebbe bellissimo poter leggere anche semplici consigli da parte di chi ci è già passato. Sarebbe importante affrontare il tema della malattia grave del bambino. Oncologiche e non. E’ una realtà in crescita…sarebbe utile far sapere che sono eventi che possono colpire tutti. Sarebbe veramente utile poter riunire storie di tutta Italia in modo  che ogni mamma di ogni regione dia i propri riferimenti e nel caso in cui serva, anche indirizzi utili dove rivolgersi essere curati al meglio per malattie che richiedono tempestività, competenza e umanità.

Accanto ai blog di mamme senza tacchi, stremate dalla gestione dei figli, in cui si ironizza sulle mamme wonder woman, semplificando finalmente quello che è il ruolo della donna/mamma oggi, sarebbe bello iniziare ad introdurre l’esistenza di un mondo parallelo veramente silenzioso e inerme fatto da mamme coraggiose che non perdono mai la speranza e lottano fino alla fine accanto al proprio bimbo che giorno dopo giorno si allontana sempre un pò di più.

Nessuno vorrebbe vedere i propri figli malati. MAI. Ma quando ti capita non hai scelta. Magari sapere che tali eventi succedono ad altri possono aiutarti e prepararti nel caso in cui tuo figlio ne sia vittima”

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Io credo che questa mamma abbia lanciato un messaggio molto importante:

“Ci siamo anche noi!!!!!   Non abbiate paura di parlarci! non temete di chiederci come stiamo, anche noi sappiamo sorridere!!!! CONSIDERATECI! CONFRONTIAMOCI! PARLIAMOCI!!”

Accanto a genitori che vivono con pienezza la vita con i loro bimbi, ci sono anche altri genitori: soli, disperati, speranzosi, grintosi per i loro figli meno fortunati, positivi, in lotta col mondo.

 NESSUNO E’ CONTAGIOSO, NESSUNO E’ DIVERSO.

Consiglio di vedere questo video, per capire come si sentono questi genitori.

E voi?  Cosa ne pensate?

Credete esista una VERA diversità?

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L’Angolo di White B.

BENVENUTI 🙂

Vorrei pensare a questo spazio con l’immagine di “una vite senza fine”, che gira, gira, gira, e nel suo girare raccoglie sempre nuove storie, emozioni, nuovi confronti, nuove esperienze, nuove parole.

Vorrei pensare a voi, che vi fermate qui, fate una pausa e leggete le mille storie che provo a raccontarvi. Storie magiche e speciali ma non sempre facili. Storie che fanno anche paura ma che non per questo vi devono allontanare. Anzi. Potrebbero darvi molto e voi, con i vostri commenti potreste dare moltissimo a questo blog, che fa della CONDIVISIONE il perno di tutto.

Questo è l’angolo di White B, questa è la mia casa, il mondo di tutto i giorni.
Leggete, condividete e diffondete il pensiero che insieme si è più forti che mai.

Grazie a voi 🙂

White B.


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