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PASSA MAI LA PAURA?

Rispondo a Milena, un’amica, con delle semplici considerazioni. Spero possano aiutare…

Quando passa la paura? Mai. Il ricordo di quell’esperienza rimarrà per sempre. La paura non passa mai, ma può essere parzialmente convertita in altro. Se ci si ragiona su, se si riesce a dare una senso a quell’esperienza che non solo sia dolore e sofferenza.

La mia paura, dopo la perdita di mio figlio, è parzialmente rimasta e mi bussa spesso quasi a ricordarmi che non può andare via. Non vuole. Le piace rimanermi accanto ed esprimersi quando meno me lo aspetto. Vorrei combatterla ma a volte è più forte lei, a volte ci riesco e si assopisce. E’ ingestibile, quasi subdola, si insinua nei momenti peggiori e a volte mi crea un senso di inadeguatezza, impotenza e insicurezza. La mia paura non è la morte, ma che la malattia si ripresenti, bella, vivace, austera, severa. Quella malattia che mi ha tolto la vita, a volte la speranza del domani, a volte il fiato. Quella malattia che ti rende inerme e incapace di riordinare le cose come vorresti. Rimango impietrita. Quando arriva la paura mi sento messa all’angolo. Mi sento sola ed estremamente negativa.

Come sconfiggerla?

Modi efficaci non ci sono. Io credo aiuti PARLARNE, CONFRONTARSI, ASCOLTARSI e ACCETTARE. Non sentirsi mai deboli perchè si ha paura. Spesso la paura ci aiuta a crescere: l’ostacolo più grande può essere la paura ma l’errore più grande è sicuramente quello di rinunciare ad affrontarla. Mi ricordo di aver parlato di paura qui dove attraverso il racconto di una mamma che vive l’esperienza di malattia oncologica di sua figlia  si diceva che ” i bambini riescono a dare un senso alla loro vita anche di fronte all’assenza di un domani. Sapete perché i bambini sono una scuola incredibile di accettazione della propria malattia? Perché non la nascondono. Un bambino non-vedente si definisce cieco, un non-udente è sordo e un bimbo ricoverato in oncologia ti dice: ho il cancro. Le cose vengono chiamate con il loro nome, per questo non fanno più paura”.  Semplice e diretto, ce lo insegnano i bambini, chiamare le paure col proprio nome senza nasconderle. Può aiutare ma per noi adulti non è facile. Ci sono troppi schemi mentali, troppe tappe da seguire. “Aiutami a non avere paura” è la domanda che i bambini rivolgono agli adulti. Eppure, spesso sono i bambini stessi ad aiutarsi e ad aiutare gli adulti, inermi, che li circondano.

Passa mai la paura?

Può non passare mai e  rimanere latente, uscire quando meno te l’aspetti ma se ti proteggi, crei uno scudo collaborando con chi ti vuole bene, affrontando il problema e condividendo le tue sensazioni, la paura può essere schermata e attenuarsi. Ci proviamo? 🙂

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